jeanstramboldo

Dizionario di geopolitica: unipolarismo e multipolarismo

In Uncategorized on settembre 18, 2011 at 8:02 am

Uno dei concetti più in voga nell’analisi geopolitica contemporanea (e non solo) risiede di certo nell’opposizione fra unipolarismo e multipolarismo. E’ chiaramente fondamentale, per il futuro degli equilibri o squilibri mondiali, indicare come questi concetti si andranno a dispiegare, quale diventerà realtà. Ma prima, da studiosi quali siamo, consideriamo fondamentale chiarire il significato di questi concetti, così che gli esperti, gli studenti e gli interessati tutti, possano leggere correttamente la situazione geopolitica globale.

L’unipolarismo, lo indica il termine stesso,  è la presenza o il possesso di una sola “polo”. il multipolarismo la presenza invece di numerose “polo”. Ma facciamo un passo indietro per non creare confusione. Cos’è una polo? Possiamo utilizzare semplicemente wikipedia che ci indica come: “La polo, comunemente conosciuta anche come maglietta da tennis o da golf, è una t-shirt dotata di un colletto chiuso da due o tre bottoni, e a volte dotata di un taschino.” Questo è importante specificarlo affinchè non ci si confonda con altri concetti (grande pecca della filosofia che la geopolitica realista ci aiuta però a superare) come il gioco del polo (ambiguo e inquietante sport in cui alcuni personaggi in sella a quadrupedi brandiscono mazze con le quali tentano di colpire un oggetto a forma di saponetta), il polo magnetico, il simpatico e grafomane viaggiatore Marco Polo, la francamente orribile automobile della Volkswagen, o la ben più famigerata e geopoliticamente rilevante caramella col buco, sulla quale ho già avuto modo di soffermarmi (1).

Quindi ora risulterà chiaro come la presenza di una polo o più polo, per esempio nel vostro guardaroba, possa cambiare molto lo stile di vita e quindi, di rimando, i rapporti di forza internazionali delle persone e dei popoli. Dal nostro punto di vista, ma pensiamo sia un’evidenza per tutti, è di certo auspicabile essere in una situazione multipolare in quanto questa ci consente di non doverci piegare all’utilizzo (e quindi legarci ai diktat) di una sola maglia con il colletto; questa si potrebbe infatti macchiare mentre mangiamo il gelato al pistacchio oppure ai frutti di bosco per esempio, e quindi impedirci di cercare altrove una polo alternativa. La presenza di due (bipolarismo) o più polo alternative è quindi auspicabile per il benessere collettivo per una serie di motivi, per fare un esempio la possibilità di non appestare il prossimo con la puzza di sudore dopo che abbiamo trasportato un frigorifero (per esempio acquistato da Trony) fino al quarto piano o più del palazzo di vostra suocera (2).

A poco valgono le critiche al multipolarismo del geopolitico americano Gennaro Scavolini, avanzando la possibilità di possedere nel guardaroba delle camicie. Ma come è facile comprendere le camicie sono di un livello diverso riguardo le polo e quindi non produrrebbero una vera scelta, ma soltanto il perpetuarsi di una situazione di unipolarismo e gerarchizzazione internazionale, in cui l’unico polo continuerebbe comunque a farla da padrone. Inoltre a nulla valgono i richiami ad una “camicia coi baffi”, dato che nessuno è mai riuscito a spiegare efficaciemente la natura di codesti baffi.

Il discorso potrebbe protrarsi a lungo, ma ci premeva per ora chiarire due concetti di base, così fondamentali per il futuro degli assetti globlali.

J.A.S.

Note:

1) “Polo, la caramella col buco: attacco al cuore del continente eurasiatico”, J.A. Stramboldo, edizioni la geopolitica della mutua, Velletri, 1997

2) “La suocera: cane da guardia geopolitico”, Jonny Goniometro, edizioni Despar, Washington, 2009

Il ruolo geopolitico di Ibiza

In Uncategorized on settembre 16, 2010 at 8:48 pm

Ho passato l’estate 2010 nell’isola spagnola di Ibiza; non sono stato attratto dalle numerose discoteche e la vita notturna che ho poco frequentato, ma la curiosità scientifica mi ha spinto ad approfondire il ruolo geopolitico di questa isola.

Devo dire che dopo tre mesi di peregrinazioni e di attenta analisi della conformazione territoriale posso affermare con certezza la non presenza sull’isola di ingenti armamenti militari e di un arsenale atomico.

Grazie all’aiuto di giovani studentesse ospiti dell’hostello per la gioventù “The Red Zone” ho potuto approfondire lo studio geomorfologico, per poi da questo studiare e proporre una descrizione geopolitica della regione. Con Deborah e Samantah – che ringrazio – visitai la zona di latitudine 23b e longitudine 54g che va dalla discoteca “La puledra caliente” all’enigmatico locale “on the bitch” e non ho riscontrato pipeline o quantità di armamentari tali da far ritenere l’isola un peso importante nella geopolitica mondiale.

Ho inoltre sondato grazie all’aiuto di Kelly, Sabrina, Katiusha, Elena e le altre studentesse il resto dell’isola sempre con gli stessi risultati.

Si potrebbe  dire che Ibiza, grazie all’enorme numero di turisti e turiste potrebbe in futuro diventare un polo di aggregazione di una coalizione delle isole turistiche  nel mediterraneo? Non so tutt’oggi rispondere a tale domanda, dovrò il prossimo anno tornare per continuare lo studio grazie all’aiuto delle studentesse di cui  quest’anno non sono riuscito ad ascoltare i consigli come Gessica, Paris, Natalie ecc…

Di certo possiamo sin d’oggi dire che la posizione strategica di controllo alle colonne d’ercole e la vicinanza della ben più pallosa Formentera – frequentata ho sentito dire solo da famiglie, vecchi e omosessuali – che potrebbe essere utilizzata come bacino di forza lavoro danno delle ottime prospettive.

Con questo articolo il Prof. Stramboldo -tornato dalle vacanze- ricomincia l’attività instancabile di analisi della geopolitica.

Terra e Mare: La Fattoria e L’isola dei famosi

In Uncategorized on giugno 5, 2010 at 4:38 pm

Nell’approfondire lo studio della geopolitica, in special modo delle teorie che da sempre la contraddistinguono, oggi vorrei prendere lo spunto da due interessanti trasmissioni televisive famose e seguite dai cittadini italiani.

Prima di citare le due rasmissioni ed addentrarci in qualche riflessione preme ricordare uno degli aspetti fondamentali della geopolitica, ossia la distinzione fra terra e mare. Civiltà terrestri, tellurocratiche – come l’Europa, ma sarebbe più corretto parlare di Eurasia- avranno quindi interessi, ma anche un proprio modo di essere, una cultura completamente diversa e quasi  necessariamente opposta a civiltà marittime, talassocratiche basate sui commerci, il liberismo e attualmente predominanti in tutto il globo tramite la globalizzazione. Halford John Mackinder, Carl Schmitt sono solo due giganti che con i loro studi hanno sottolineato questa evidenza.

L’opposizione di interessi e culture, è quindi rintracciabile anche, come accennato,  ad un dualismo televisivo: L’isola dei famosi da una parte, La Fattoria dall’altra.

Come è evidente L’isola dei famosi rappresenta evidentemente la talassocrazia, il potere marittimo e lo vediamo dal modo cannibalistico con cui i degradati Vip che la animano si affannano a gabbarsi a vicenda, dando vita ad un vero e proprio sistema di disperazione in cui la guerra di tutti contro tutti di hobbesiana memoria è una realtà.

La Fattoria invece, fondata come è evidente sull’elemento terrestre, tellurocratico, dà vita a una maggiore cooperazione dei Vip impegnati a sorpassare cooperativamente le prove che il lavoro della terra gli impone.

Non è un caso, anzi un’ulteriore conferma, che L’isola dei famosi sia l’edizione italiana del format inglese (la Gran bretagna è la prima vera potenza marittima, oggi stretta alleata della nuova potenza marittima egemone, gli Usa) ideato nel 1992 da Charlie Parsons. Invece La Fattoria è l’edizione italiana di un altro programma diffuso in tutto il mondo come il primo chiamato Farmen (nato nel 2001), ma di origine svedese, quindi di carattere terrestre, dai forti  legami con la tradizione nordica e pagana.

Quanto detto,  senza voler offendere i telespettatori, è per sottolineare esclusivamente l’importanza dell’analisi geopolitica ed –  en passant  – anche esprimere la personale preferenza per La Fattoria trasmissione  dalle maggiori affinità culturali con la massa continentale nella quale viviamo, se non bastasse la partecipazione a questa di Marianne Puglia (gran bella donna, venezuelana e terza a miss heart(land?) ) e dell’amico Fabrizio Corona.